Genova scende in piazza per la Flotilla: centinaia davanti a Music for Peace chiedono la liberazione degli attivisti

Presidio dopo il blocco della Global Sumud Flotilla al largo di Creta. La sindaca Silvia Salis: «Atto gravissimo, i riflettori non si devono spegnere»

Centinaia di persone si sono ritrovate questo pomeriggio a Genova davanti alla sede di Music for Peace per chiedere la liberazione degli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati nella notte dalle forze israeliane al largo di Creta. Il presidio è stato promosso dal collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova e ha richiamato cittadini, militanti, associazioni, bandiere palestinesi e rappresentanti del centrosinistra, in una mobilitazione nata poche ore dopo la notizia dell’abbordaggio delle imbarcazioni dirette verso Gaza.

Per gli organizzatori l’episodio rappresenta una violazione gravissima. Il presidente di Music for Peace Stefano Rebora ha parlato di «atto intollerabile», sostenendo che nessuno Stato possa intervenire contro navi civili battenti bandiera straniera in alto mare. «Ciò che è avvenuto questa notte a mille chilometri da Gaza non è un’operazione di sicurezza: è un atto di pirateria militare», ha dichiarato. Dal collettivo autonomo lavoratori portuali è arrivato un appello ancora più netto alla mobilitazione: secondo i portuali, l’attacco alla Flotilla conferma che la guerra e la crisi umanitaria a Gaza non possono essere archiviate con dichiarazioni di sconcerto. Da qui la richiesta di uno sciopero generale e di nuove iniziative di blocco.
Al presidio è intervenuta anche la sindaca di Genova Silvia Salis, che ha definito il fermo degli attivisti «un atto gravissimo, inaccettabile» e lo ha collegato alla vicenda delle 240 tonnellate di aiuti alimentari raccolti da Music for Peace per la Palestina, ancora ferme da mesi in Giordania. «Siamo nuovamente di fronte a un atto che va contro i principi del diritto internazionale», ha detto la sindaca, sottolineando come la situazione di Gaza sia uscita progressivamente dal centro dell’attenzione pubblica. Per Silvia Salis, invece, «i riflettori non si devono spegnere», perché le condizioni della popolazione nella Striscia non sarebbero migliorate, ma continuerebbero a peggiorare.
Alla manifestazione hanno aderito anche Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico. Giorgia Parodi, co-portavoce provinciale di Europa Verde, e Simona Cosso, segretaria provinciale di Sinistra Italiana, hanno parlato di sequestro di civili nel Mediterraneo e di impunità di Israele oltre i propri confini, ricordando anche il carico di aiuti umanitari ancora bloccato e la popolazione di Gaza costretta a vivere tra macerie e privazioni. Dal Partito Democratico, il segretario regionale Davide Natale e la responsabile esteri Margherita Mereto hanno definito l’abbordaggio una nuova violazione del diritto internazionale e hanno annunciato il sostegno alle mobilitazioni organizzate in Liguria e nel resto d’Italia.
La piazza genovese si è così trasformata in un punto di raccolta per la protesta contro il fermo della Flotilla e per chiedere che gli aiuti umanitari possano raggiungere la popolazione palestinese. Il messaggio condiviso dagli organizzatori è che la mobilitazione non si fermi alla giornata di oggi: Genova, a partire dal mondo portuale e dalla rete solidale costruita attorno a Music for Peace, vuole continuare a tenere aperta la pressione politica e civile sulla crisi di Gaza.
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